Pizza napoletana: patrimonio UNESCO. Ma cosa significa davvero?
- STEEME COMUNICATION snc

- 14 minuti fa
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Quando si sente parlare di pizza napoletana e UNESCO, la prima reazione è spesso un misto di orgoglio e curiosità. Ma cosa vuol dire davvero che la pizza napoletana è patrimonio immateriale dell’umanità? Per noi di Pizzeria Manuè, nel cuore del Canavese a Feletto (TO), questo riconoscimento non è solo un titolo da esibire. È una guida precisa, un disciplinare che definisce cosa rende la pizza napoletana autentica, dalla farina al forno, dagli ingredienti alla tecnica di cottura.
In questo articolo voglio raccontarvi cosa prevede il disciplinare STG (Specialità Tradizionale Garantita) della pizza napoletana UNESCO, quali sono gli ingredienti ammessi, la tecnica riconosciuta e cosa invece è escluso. Vi spiegherò anche come noi di Manuè interpretiamo e rispettiamo questa tradizione, per offrirvi una vera esperienza di pizza napoletana autentica qui in Piemonte.
Cosa prevede il disciplinare STG della pizza napoletana UNESCO
Il riconoscimento UNESCO per la pizza napoletana è arrivato nel 2017, ma dietro a questo titolo c’è un disciplinare molto dettagliato. La Specialità Tradizionale Garantita (STG) è una certificazione europea che tutela la ricetta e il metodo di preparazione della pizza napoletana, garantendo che sia fatta secondo regole precise.
Il disciplinare stabilisce che la pizza deve essere preparata con un impasto a base di farina di grano tenero tipo 0 o 00, acqua, sale e lievito di birra. Niente grassi nell’impasto, niente zucchero. La lievitazione deve durare almeno 8 ore, per permettere una maturazione lenta e naturale.
La forma deve essere rotonda, con un diametro massimo di 35 cm, e il bordo (cornicione) deve essere alto e soffice, con bolle d’aria ben visibili. La pizza deve essere cotta in forno a legna, a una temperatura tra i 430 e i 480 gradi, per un tempo brevissimo, circa 60-90 secondi. Questo è fondamentale per ottenere quella base morbida ma leggermente croccante, con il caratteristico sapore affumicato.
Gli ingredienti ammessi per la vera pizza napoletana
Il disciplinare STG è molto chiaro anche sugli ingredienti che si possono usare per condire la pizza. La vera pizza napoletana prevede pochi elementi, ma di qualità eccellente.
Per la classica Margherita, ad esempio, si usano:
Pomodori San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino DOP o pomodorini di Pachino DOP
Mozzarella di bufala campana DOP o fior di latte di alta qualità
Basilico fresco
Olio extravergine di oliva
Niente formaggi diversi, niente salumi o ingredienti che alterano la tradizione. Il sapore deve essere semplice, pulito, con il gusto del pomodoro fresco e della mozzarella che si scioglie.

Pizza napoletana con bordo alto e pomodoro fresco, cotta in forno a legna
La tecnica riconosciuta per l’impasto e la cottura
La preparazione dell’impasto è un’arte che richiede esperienza e rispetto delle regole. Il disciplinare STG indica che l’impasto deve essere lavorato a mano o con strumenti meccanici, ma senza schiacciare o strappare la pasta. La stesura deve avvenire con le mani, senza usare il mattarello, per mantenere la struttura dell’impasto.
La lievitazione è un passaggio chiave: deve durare almeno 8 ore, ma può arrivare anche a 24 ore per chi vuole un risultato più digeribile e aromatico. La temperatura dell’ambiente e la qualità del lievito influenzano molto il risultato finale.
La cottura in forno a legna è imprescindibile. Il calore intenso e diretto permette di cuocere la pizza in meno di due minuti, mantenendo la morbidezza della base e creando il caratteristico cornicione gonfio e leggermente bruciacchiato.
Cosa esclude il disciplinare STG della pizza napoletana
Il disciplinare non lascia spazio a interpretazioni troppo libere. Esclude infatti:
L’uso di farine diverse da quelle indicate (niente farine integrali o di altri cereali)
L’aggiunta di grassi nell’impasto (come olio o strutto)
La cottura in forni elettrici o a gas (solo forno a legna)
L’uso di ingredienti non tradizionali o di qualità inferiore
La forma diversa da quella rotonda e il bordo troppo basso o assente
Queste regole servono a mantenere l’identità della pizza napoletana, evitando che si perda in varianti che nulla hanno a che vedere con la tradizione.
Come si posiziona Manuè rispetto a questi criteri
Noi di Pizzeria Manuè siamo orgogliosi di rispettare ogni punto del disciplinare STG della pizza napoletana UNESCO. Il nostro impasto è fatto con farina 00 di alta qualità, acqua pura, sale e lievito di birra, senza aggiunte di grassi o zuccheri. Lavoriamo l’impasto a mano, lasciandolo lievitare per almeno 12 ore, per garantire leggerezza e digeribilità.
Per la cottura usiamo un forno a legna tradizionale, che raggiunge temperature di 450 gradi, per cuocere la pizza in circa 90 secondi. Il risultato è una pizza con il cornicione alto, soffice e leggermente croccante, proprio come vuole la tradizione.
Gli ingredienti che scegliamo sono selezionati con cura: pomodori San Marzano DOP, mozzarella di bufala campana DOP, basilico fresco e olio extravergine di oliva di prima qualità. Ogni pizza è un piccolo capolavoro artigianale, che racconta la storia e la cultura della pizza napoletana.

Forno a legna tradizionale acceso, cuore della pizza napoletana autentica
La nostra pizzeria è diventata un punto di riferimento per chi cerca la vera pizza napoletana nel Piemonte, e in particolare nel Canavese. Offriamo un’esperienza autentica, sia per chi mangia da noi sia per chi ordina da asporto, perché crediamo che la qualità e la tradizione non debbano mai scendere a compromessi.
Se volete capire davvero cosa significa pizza napoletana UNESCO disciplinare, venite a trovarci. Solo assaggiando la nostra pizza potrete percepire la differenza che fa il rispetto della tradizione, dalla farina al forno.

Pizza Margherita tradizionale, simbolo della pizza napoletana STG
Provate la vera pizza napoletana nel cuore del Canavese. Vi aspettiamo da Pizzeria Manuè per un’esperienza che celebra la cultura e l’artigianalità della pizza, con il gusto e la qualità che solo una pizzeria napoletana autentica Piemonte può offrire.
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